È a metà degli anni 10 che Coco Chanel utilizza ricami di seta per i modelli da giorno e oro e argento per gli abiti da gran soiree, una nuova espressione tra moda e arte, e soprattutto tra lusso e artigianato.
Ma è nel 1921 che la storia del ricamo di Chanel assume tratti fiabeschi. In quegli anni la Granduchessa Maria Pavlonova, sorella dell’allora amante di Mademoiselle Chanel, si offre di realizzare i ricami per la Maison,  chiama il suo laboratorio Kitmir e diventa l’artefice dei ricami ispirati al folclore russo della collezione del 1922.

Oggi  il mondo dei ricami rientra nei laboratori Métiers d’art Atelieres, luoghi d’antan dove l’artigianalità si fonde con il lusso più estremo:
E sono due gli atelier parigini, Lesage e Montex, che, in sintonia con lo Studio diretto da Karl Lagerfeld, si dedicano a quest’arte così speciale; per ogni nuova collezione c’è infatti un rapporto simbiotico tra la direzione creativa e l’atelier, tutto parte da un tema, condiviso dall’ufficio stile, e realizzato in decine di esempi dagli atelier, le proposte scelte vengono poi studiate, perfezionate e rielaborato nello Studio.

La storia della Maison infatti vede il ricamo non come puro ornamento, ma come parte integrante nella creazione, i campioni realizzati possono essere anche il punti di partenza per nuovi capi e idee.
Una volta che il ricamo viene approvato segue sempre lo stesso procedimento, viene disegnato, trasferito su carta da lucido e successivamente trasformato in stencil. Un lavoro complesso e preciso, realizzato con una varietà infanta di tecniche: sono più di 700.000 i campioni storici dai quali attingere che vanno ad unirsi alle nuove tecniche in 3D, un viaggio meraviglioso nell’arte di quelle “petites mains” dalle quali nasce pura grazia.